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Ipse dixit
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Non lasciare che il passato ti dica chi sei, ma lascia che sia parte di ciò che diventerai.
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Il talismano di Stephen King Peter Straub
La storia fantastica di Jack attraverso I Territori dove esiste IL Talismano Una sfera di cristallo che puo' guarire la Regina Laura gemellante di sua madre: le loro vite sono legate e Jack affronterà paurose avventure per guarire sua madre. Nel libro l'eterna lotta fra il Bene e il Male....
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3 marzo 2005
Oopart
OOPART
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sono i cosiddetti "oggetti fuori posto e che non dovrebbero esserci": reperti non sempre di origine certa la cui collocazione spaziale o temporale rappresenta un mistero. Gli Oopart" (Out Of Place Artifacts ossia artefatti fuori posto) non seguono il tragitto preordinato della preistoria, ma puntano sull'esistenza di avanzate civiltà prima della nascita di tutte le antiche culture conosciute. |
Stranezze spazio-temporali
Il "vecchio nano" del Wyoming
Nel 1932 sui fianchi delle montagne Pedro nello stato del Wyoming (USA) dei cercatori d'oro trovarono una piccola caverna naturale scavata nel granito nella quale rinvenirono una mummia di dimensioni molto ridotte. Le analisi antropometriche e morfologiche ,effettuate dal professor Henry Shapiro, direttore del Dipartimento di Antropologia del Museo Americano di Storia Naturale, rilevarono che si trattava di una creatura di tipo umanoide, alta 35 cm (!), 350 g di peso, fronte bassa, naso schiacciato con narici ampie, bocca molto larga e lebbra sottili, dentatura completa: si trattava di un bambino mummificato?
L'equipe che studiò il caso concluse che la creatura non poteva avere meno di 65 anni. All'interno della grotta non furono ritrovati altri resti di attività umana. . Un caso incredibile dovuto alla scarsa perizia dei ricercatori di quel periodo?
Il geode di Coso
Il 13 febbraio 1961 sulle montagne di Coso, California (Usa) un gruppo di ricercatori di reperti mineralogici, alla ricerca di geodi. ne ritrovò uno, molto particolare, ricoperto da frammenti di conchiglie fossili dentro cui uno dei membri del gruppo (Mike Miksell) notò uno strano oggetto: un filo centrale dal diametro di 2 mm, circondato da una sezione circolare di 18 mm di un materiale simile alla ceramica, circondato a sua volta da un altro materiale simile al rame.

Il geode di Coso diviso in due parti
Come rilevato dallo stesso Ron Willis (altro membro della spedizione) l'oggetto in questione è molto simile a una candela d'accensione! La datazione rimane comunque incerta.
Ancora oggi non è stato possibile verificare se si tratta di un oggetto di qualche centinaio di anni o di 500.00 anni come affermato da alcuni geologi.
I dischi spaziali di Bayan Kara Ula. (parte di "Gli alieni di Bayan Kara Ula di Massimo Fratini)

Negli anni Sessanta due pubblicazioni, la tedesca Das Vegetarische Universum e la belga Bufoi, diedero notizia di una scoperta, già menzionata in un articolo del 1965 pubblicato a Pechino da un archeologo cinese, il Prof. Tsum Um-Nui, intitolato "Navi Spaziali 12.000 anni fa".
L'articolo fa riferimento alla scoperta, avvenuta nel 1938 da parte di una spedizione organizzata dell'archeologo cinese Chi Pu Tei, di una serie di tombe, disposte ordinatamente in fila all'interno di una grotta sui monti di Bayan Kara Ula.
I sepolcri vennero aperti e al loro interno vennero rinvenuti numerosi piccoli scheletri dagli enormi crani, appartenenti ad una razza sconosciuta, con accanto ammassati 716 dischi di granito.
I dischi, ciascuno grossomodo di un metro di diametro, erano forati al centro e coperti da una serie di sottili incisioni che li rendevano simili a vecchi microsolco a 33 giri. Successivamente i dischi furono trasportati a Pechino e sottoposti alle analisi di cinque scienziati diretti da Tsum Um-Nui.
I ricercatori cinesi ne raschiarono con molta precauzione la superficie, facendo poi analizzare le particelle raccolte, che risultarono contenere una notevole percentuale di cobalto e di vari metalli. I dischi di granito, all'oscilloscopio, reagirono emettendo vibrazioni ad un ritmo sorprendente, in quanto carichi di una considerevole quantità dì energia elettrica. Quei reperti, vecchi di dodicimila anni, non potevano assolutamente essere frutto di tecnologia terrestre. Dopo anni di ricerche il team riuscì a anche ad interpretare le misteriose incisioni che ricoprivano i dischi.
II racconto che ne emerse fu talmente sconvolgente e strabiliante da convincere le autorità a non divulgare nulla e quindi a celare i risultati degli studi e delle analisi effettuati.
Dopo molti anni il Prof. Tsum Um-Nui, con grande coraggio, nonostante il divieto delle autorità militari e politiche, in un’apparizione pubblica rese noto il resoconto dei suoi studi e delle traduzioni dei geroglifici. Ecco uno stralcio della sua relazione:
"Da un pianeta lontano 12.000 anni luce giunsero un giorno delle astronavi. Atterrarono in Tibet con gran fragore, dieci volte, sino al sorgere del Sole. Gli uomini, le donne ed i bambini terrestri si rifugiarono nelle caverne. Questi viaggiatori vennero chiamati Dropa o Kham. Infine gli Umani compresero, dai segni e dal comportamento, che i visitatori venuti dal ciclo avevano intenti pacifici e i Dropa poterono avvicinarli".
Quando il Prof. Tsum Um-Nui morì per un attacco cardiaco, nel 1965, i suoi eredi scoprirono che tutti i suoi appunti, frutto di anni di studio, erano spariti. Quanto ai dischi, ne riporta notizia per l'ultima volta l‘ufologo viennese Peter Krassa. che nel 1975 li vide esposti, e li fotografò, in una teca del museo Bampo a Xian (Cina). Dopo, dei dischi di Bayan Kara Ula si è persa ogni traccia
Fonte: "Extraterrestre" n. 3 luglio-agosto 1999 (nuova scienza nuova coscienza)
| inviato da il 3/3/2005 alle 21:57 | |
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26 dicembre 2004
Il mistero degli Angeli
La relazione tra uomini e gli angeli è per natura molto intima. Gli angeli ci hanno mostrato come gli umani siano una parte del Creatore proiettata nella densità della materia. Proprio in quanto gli angeli riconoscono in noi il Creatore, essi sono così profondamente motivati ad aiutarci.
Un medico olandese, H.C. Moolenburgh, iniziò a interessarsi agli angeli dopo aver ascoltato le confidenze sull’argomento di un gran numero di suoi pazienti. Alla luce di questa esperienza, egli giunse a una serie di conclusioni, riportate nel volume Il/libro degli angeli. Egli paragona gli uomini a palombari, immersi nelle profondità del mare alla ricerca di tesori perduti e collegati alla superficie solo dalle condutture dell’aria e della radio. Gli angeli sono l’equipaggio di superficie, affaccendati a bordo della nave per sorvegliare la sicurezza di chi è immerso.
Egli scrive:”Abbiamo perfino ricevuto dettagliate istruzioni sul tipo di tesoro che dovremmo ritrovare e poter recuperare.
Ogni notte, riemergiamo alla ricerca di una boccata d’aria. E il giorno della nostra morte torneremo in superficie per sempre”.
Eppure com’è facile dimenticare che possiamo contare su tutto l’aiuto del mondo. Forse però tale «smemoratezza» era un passaggio necessario alla nostra evoluzione. In caso contrario saremmo rimasti, per citare Moolenburgh: “bambini dipendenti, soprafatti dalla grandezza dei nostri genitori”.
“Ogni tessera del creato possiede una protezione specifica” ci confida un angelo di nome Abigraele. E gli angeli che ci proteggono e consigliano sono il nostro equipaggio, pronto e attento alle pompe dell’aria e trasmittente.
Abbiamo tutti un angelo che veglia in coperta. Cercando di vivere la nostra vita in maggiore accordo con Dio e con la nostra meta più alta, permettiamo al nostro angelo di avvicinarsi e dare guida e un consiglio più diretto.
Gli stessi angeli ci hanno confidato che nel momento in cui si prende la decisione di dedicare la propria vita al Signore, l’individuo permette al suo angelo custode di dedicarsi interamente a lui. Tutto questo è stato scritto per aiutarvi a entrare in contatto col vostro angelo, custode e compagno. Nel momento in cui stabilirete il contatto, avrete guadagnato le vostre ali!
Angels midi
| inviato da il 26/12/2004 alle 18:49 | |
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13 dicembre 2004
le misteriose origini del Natale
... il 25 dicembre, giorno che oggi tutti festeggiano come nascita del Cristo, in realtà è stato 'strappato' al culto di Mitra. Il dies natalis Solis, giorno della nascita di Mitra appunto, era difatti proprio il 25 dicembre. Nella cristianità primitiva si celebrava solo una festa: la Pasqua, e infatti fino al IV secolo la Pasqua e la Pentecoste erano le uniche festività ufficiali della Chiesa (a quanto pare, allora ci si ricordava ancora che Gesù non aveva mai predicato l'introduzione di feste!). Per molto tempo la nascita del Cristo non fu celebrata, e in seguito per altro, venne determinata in modo estremamente diverso, dato che non era certa neppure la determinazione dell'anno della nascita (per non parlare poi della storicità dell'evento).
Intorno al 200, secondo quanto si sa da Clemente Alessandrino, per alcuni era il 19 di aprile, per altri il 20 di maggio, mentre lo stesso Clemente credeva che la data esatta fosse il 17 novembre (Clemente Alessandrino strom. 1,21,147).
Il natale sorse in Egitto nel II secolo, festeggiato il 6 gennaio (11 Tybi), giorno della nascita del dio Eone ovvero Osiride (vedi Plutarco: Iside e Osiride 12,355 E.).
Fu solo a partire dal 353 che la Chiesa indicò il 25 dicembre, nel quale ricorreva la festività di Mitra, l'invitto dio del Sole, e tale scelta si proponeva soltanto di cancellare dalla coscienza popolare la ricorrenza pagana! L'Avvento, festa preliminare alla celebrazione del Natale, venne introdotto addirittura solo nel VI secolo.
La nuova solennità ecclesiastica divenne ben presto assai popolare proprio perché altro non era se non la trasformazione e l'adeguamento della festa pagana del solstizio, della festività dell'Eone, cioè della mitica rappresentazione della nascita del nuovo sole. In tale circostanza, nella notte fra il 24 ed il 25 dicembre gli iniziati si raccoglievano in un adyton sotterraneo, per compiere i riti iniziatici intorno alla mezzanotte. All'alba i fedeli lasciavano in processione il luogo sacro, portando con sé la statuetta di un bambino, simbolo del Figlio del dio del Sole appena nato dalla Vergine, la Dea Caelestis, e non appena sorgeva il sole recitavano in coro la formula liturgica: «La Vergine ha partorito, la luce cresce».
Il racconto cristiano del Natale è talmente popolare, che molti credono che esso si trovi in tutti i Vangeli, mentre, al contrario, è presente soltanto in Luca, il quale ha rielaborato una tradizione veterotestamentaria e più ancora un patrimonio culturale pagano.
Vorrei aggiungere che recenti studi teologici hanno sottolineato la profonda influenza pagana sulla narrazione "natalizia" di Luca:
1) La descrizione, cosi piena di sentimentalismo, della madre errante, che non trova un luogo dove partorire la propria creatura. Qualsiasi lettore greco non poteva non ricorrere col pensiero alla madre di Apollo, che non riesce a trovare un luogo per partorire, e che i poeti descrivono in modo analogo.
2) Come in Callimaco il figlio di Zeus viene avvolto in fasce e Dioniso bambino giace dentro un crivello, cosi in Luca il Gesù bambino giace dentro una mangiatoia, avvolto in fasce.
3) Il racconto bucolico dei pastori viene riferito pressoché identico a proposito della nascita di Ciro e di Romolo nonché nelle storie dell'infanzia di Mitra; esso non ha nulla a che fare con i racconti analoghi del Vecchio Testamento, dove manca proprio l'elemento essenziale, cioè l'omaggio alla divina creatura.
4) La luce nella notte e parte della natura dei Misteri: "Nella notte io vidi risplendere il Sole in luce accecante", cosi suona il racconto della cerimonia iniziatica dei Misteri di Iside.
5) Dalle celebrazioni misteriche proviene il grido: "Oggi vi è nato il Salvatore". L'esclamazione di giubilo degli Ierofanti in Eleusi suona: "La Signora ha generato un sacro fanciullo"; e nelle feste ellenistiche dell'Eone, influenzate da questa tradizione, risuonava il grido: "In quest'ora, oggi, la Vergine ha partorito l'Eone" e "La Vergine ha partorito, la Luce cresce". Per Osiride il grido suona: "Il Signore di tutte le cose viene alla luce... un Grande Re e Benefattore, Osiride, è nato" e nel culto dei re: "Vi è nato un Re... e lo ha chiamato Carilao, perché tutti divennero felicissimi".
6) Dalla pietas verso i sovrani derivano le locuzioni "annunciare una grande gioia", "Salvatore", "a tutto il popolo".
7) L'annuncio d'una grande gioia in occasione della nascita di un redentore è motivo tipico della storia delle religioni, del quale non sappiamo con certezza se abbia le proprie radici nel sorriso del cielo e del mondo quando nacque Buddha oppure nel giubilo cosmico per Zarathustra o se i due motivi videro la luce solo nell Ellenismo. Forse possiamo presumere in Luca le medesime fonti ellenistiche della IV Ecloga di Virgilio.
8) Le schiere celesti in Luca derivano da concezioni veterotestamentarie, ma ci riportano alla memoria anche i Cureti vestiti da soldati e i Coribanti intorno alla culla di Zeus, o le schiere che circondano il fanciullo Dioniso".
Le concezioni intorno alla nascita dell'Eone quali ricorrono nei Vangeli erano, come si vede, ben note al mondo precristiano; lo attestano, fra l'altro, anche gli eloquenti Dialoghi religiosi alla corte dei Sassanidi: "Signora - disse una voce - il Grande Helios mi ha a te inviato come messaggero della generazione che in te si compiri... Diventerai madre di un bimbo, il cui nome è "Principio e Fine"" (cit. da Norden, Geburt des Kindes, 50). Anche la celeberrima Ecloga Quarta di Virgilio, composta intorno al 40 p.e.v., preannuncia la nascita di un bambino inviato dal cielo sulla terra, per portare la pace tanto desiderata: "II tempo è ormai giunto - si legge nella poesia - già regna Apollo... Verrà generato un figlio dell'altissimo Signore". Analogamente Paolo scrive: "E quando fu giunta la pienezza dei tempi, Dio inviò suo figlio" (Gal. 4, 4). Anche la concezione prediletta da Paolo di «una nuova creazione», «di una nuova umanità» (2 Cor. 5, 17), si può cogliere nel componimento virgiliano espressa in modi assai simili: nel verso 7 vi si parla della nova progenies, cioè di una nuova schiatta. E anche Marco dice: "Il tempo e compiuto e il regno di Dio è vicino" (Mc.1, 15).

| inviato da il 13/12/2004 alle 21:3 | |
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13 dicembre 2004
I 4 Angeli
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Gli angeli sono quattro, come quattro sono le settimane che preparano al Natale ed ognuno di essi indossa un vestito di un colore che rappresenta una particolare qualità. Il blu significa il silenzio ed il raccoglimento; il rosso rappresenta l'amore; il bianco é il simbolo della luce che brilla nel cuore di chi crede ed il viola, che é formato dall'unione del blu e del rosso, indica l'amore vero, quello profondo, che nasce quando si sta in silenzio e si ascolta la voce del Signore dentro di noi.
Durante la prima settimana, un grande angelo discende dal cielo per invitare gli uomini a prepararsi per il Natale. E' vestito con un grande mantello blu, intessuto di silenzio e di pace. La maggior parte della gente non sente il suo arrivo perché é troppo indaffarata nelle faccende quotidiane. L'angelo blu canta con voce profonda e soltanto quelli che hanno un cuore attento possono sentirlo. Egli canta: " Il cielo scende sulla terra. Dio viene ad abitare nel cuore degli uomini. Prestate attenzione! Apritegli la porta". E quelli che lo sentono incominciano a prepararsi per il Natale; cantano lodi al Signore, pregano, si impegnano a diventare più buoni per essere degni di colui la cui bontà é infinita... Durante la seconda settimana, un angelo col mantello rosso scende dal cielo e porta un cesto vuoto con la mano sinistra. Questo cesto é intessuto di raggi di sole e può contenere soltanto ciò che é leggero e delicato. L'angelo rosso passa su tutte le case e cerca; guarda nel cuore di tutti gli uomini per vedere se trova un po' di amore....Se lo trova, lo prende lo mette nel cesto e lo porta in alto, in cielo. E lassù le anime di tutti quelli che sono sepolti in terra e tutti gli angeli prendono questo amore e ne fanno della luce per le stelle. Nella terza settimana, un angelo bianco e luminoso discende sulla terra. Tiene sulla mano destra un raggio di sole. Va verso gli uomini che conservano in cuore l'amore e li tocca col suo raggio di luce. Essi si sentono felici perché nell'inverno freddo e buio sono rischiarati ed illuminati. Il sole brilla nei loro occhi, avvolge le loro mani,i loro piedi e tutto il corpo. Anche i più poveri e gli umili sono così trasformati ed assomigliano agli angeli, perché hanno l'amore nel cuore. Soltanto coloro che hanno l'amore nel cuore possono vedere l'angelo bianco... Nella quarta settimana e ultima settimana di Avvento, appare in cielo un angelo dal mantello viola. L'angelo color viola passa su tutta la terra tenendo col braccio sinistro una cetra d'oro.
Suona una musica dolcissima e canta soavemente. Ma per poterlo udire occorre avere un cuore silenzioso ed attento. Egli canta il canto della pace. Molti piccoli angeli lo accompagnano e cantano con lui. " Pace in terra agli uomini di buona volontà" canta, dopo di cui tutti i semi che dormono sulla terra si svegliano perché essa ha ascoltato questo canto ed ha tremato di gioia.

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| inviato da il 13/12/2004 alle 20:49 | |
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13 dicembre 2004
Gli Angeli dell'Avvento
Gli angeli dell'Avvento
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Prima settimana
Scolora il giorno e pallida la sera sempre più denso distende il velo. Oltre le nebbie splendono nel cielo le stelle. S'apre il cuore alla preghiera. |
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Accendo un primo lume, un piccolo barlume che raggia e mi rincuora: Prego ancora".
Qual veste mi regali, stella piccina che risplendi in terra? "Egli viene! Egli viene! Ti disserra dal grigiore. Apri l'ali."
Per sette giorni la mia calma luce, anima, ti conduce. Sii pronta. Mi sussurra: "La preghiera ti dà la veste azzurra."
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Seconda settimana
Pace esala dall'umido squallore, lieve cade ogni foglia, la natura si spoglia, una dolce speranza arde nel cuore.
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Accende un nuovo lume, un piccolo barlume: la sua raggiante sfera mi dice: "Spera!"
Quale veste mi date, care fiammelle risplendenti in coppia? "Egli viene! Egli viene!" In luce doppia l'Evento mi annunciate.
Sette giorni la nostra chiara luce, anima, ti conduce. Tien desta la speranza mentre la notte avanza. Vedi? Verdeggia di perenne vita, di lei sii rivestita.
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Terza settimana
Crepuscolo dell’anno, t’addormenta… Autunno, addio. L’inverno s’avvicina; stelle di neve, luccicante brina, luce, luce non cede alla tormenta.
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Accendo un terzo lume, un piccolo barlume. “Alla tua luce resta fedele.” Esso m’attesta.
Triplice fiamma ardente, quale veste mi dai, che non consumi mai, che sempre resti in me vivente?
“Sette giorni la nostra austera luce, anima, ti conduce. Credi, non resti sola. La fedeltà porta una veste viola.”
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Quarta settimana
Notte, che serbi occulto il tuo mistero! Nell’ombra avanzo con le mani tese, pace si espande dalle immense estese, scendono stelle a me dal cielo nero.
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Il quarto lume accendo, l’Evento attendo. Il quadruplice ardore giubila: “Amore.”
Fuochi radiosi, di te, quale vesta, quale fulgido manto il vostro ardore santo mi vuol donare per la sacra festa?
Per sette giorni la gaudiosa luce, anima, ti conduce Egli viene! L’ardore che l’accoglie ha di porpora il colore.”
Rosso, violetto, verde, azzurro, oro! Oro s’accende: è la Notte Divina. Oro risplende; l’anima s’inchina. Sole del cuore, la tua vita adoro!
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| inviato da il 13/12/2004 alle 20:33 | |
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24 giugno 2004
Atopsia di un alieno
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Autopsia di un alieno
Roberto Pinotti
Nel 1955 la comparsa sulla scena internazionale del famoso «Roswell Footage» verosimilmente realizzato all'epoca dal fantomatico cameraman militare USA «Jack Barnett» e di proprietà dell'inglese Ray Santilli ha galvanizzato, comprensibilmente, l'interesse del pubblico e dei media. In Italia la trasmissione «Misteri» di RAI DUE ha curato in tre puntate la diffusione televisiva del filmato, proponendosi di fare chiarezza sull'argomento. Al di là della questione di Roswell, dunque, il filmato di Santilli mostrava o no un essere extraterrestre sottoposto ad autopsia?
Contrariamente agli intendimenti degli organizzatori e al grande successo di audience della trasmissione, purtroppo, il pubblico italiano non è stato in grado di capire e tanto meno di giudicare.
A differenza di quanto è avvenuto ad esempio in Francia ed in Inghilterra, infatti, in Italia la polemica è stata monopolizzata dagli scettici del CICAP, il cosiddetto «Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale» ispirato all'analogo ente statunitense CSICOP, che alla fine hanno fatto prevalere, anche grazie ad una certa loro abilità nel pilotare in tal senso alcuni organi di stampa, l'idea che fosse tutta una montatura. Ciò a tutto scapito di una ricerca seria. Si è così falsamente imposta l'idea che il supposto «alieno» dissezionato fosse,come insulsamente affermato da una astronoma nonostante il parere tecnico contrario del prof. Pier Luigi Baima Bellone (patologo di fama internazionale e consulente d'ufficio), un «manichino»; ovvero, poi, che ci si trovasse di fronte ad un soggetto umano caratterizzato da malformazioni genetiche: ma nè la «sindrome di Turner» nè la «progeria» possono dare ragione delle caratteristiche fisiologiche dell'essere vivente sottoposto ad autopsia mostrato dai filmato, come ricorda Baima Bollone. E allora? E allora niente. Il filmato è stato liquidato con arroganza e fretta dal CICAP e perfino da un sedicente centro ufologico suo fiancheggiatore, il CISU; e senza alcun reale argomento a discarico, gli è stata assegnata la «bufala d'oro» annualmente messa in palio a livello simbolico dai «campioni» dello scetticismo nostrano. Alla faccia dell'obiettività. Indubbiamente, la mancata pubblicizzazione in Italia di certi dati scomodi (che solo la pur diffusa rivista del Centro Ufologico Nazionale, Notiziario UFO ha divulgato senza bavagli di sorta) è stata, per il nostro pubblico, una piccola tragedia a livello scientifico e informativo. Ma c'è di peggio, in fondo.
Immagini tratte dal Santilli footage
E grazie al cielo la gente non ha il proverbiale «anello al naso», e sa anche pensare da sola e nonostante tutto senza interventi «salvifici» di agnostici consulenti televisivi che in realtà non hanno nulla da dire. Come giustificare. infatti, l'esistenza ormai evidente anche di un secondo filmato della stessa fonte mostrante una seconda autopsia di un altro essere del tutto simile (ma senza le vistose ferite caratterizzanti il primo)? È chiaro che a questo punto l'idea della mistificazione, pur macabra, vacilla. Si dovrebbero contemplare due esseri umani affetti dalla stessa, ignota, patologia genetica che li renderebbe così anatomicamente «diversi» (due gemelli?), morti contemporaneamente ed entrambi sottoposti ad autopsia negli anni Quaranta o Cinquanta per non si sa quale ragione (e da chi).
Il maggiore Marcel fa vedere i resti del pallone scambiato per Ufo. Quasi nessuno gli ha creduto.
Il pressappochismo degli esponenti di un establishment timoroso di mettere in discussione presunte e immutabili «certezze» date per acquisite in nome di una sufficienza fuori luogo e di un male inteso concetto di Scienza viene così a galla in tutta la sua gretta mediocrità, fondata solo su una spocchiosa logica di potere che ha ormai fatto il suo tempo. Non sulla ricerca e sulla verifica. E che dire. poi, dei cosiddetti «pannelli di comando» anticipanti comandi digitali a sensori di ben difficile concezione negli anni Cinquanta? Oppure le travi metalliche «a doppio T» rinvenute fra i presunti rottami dell'UFO. esibite nel «Roswell Footage» sotto una tenda da campo e mostranti strani simboli? L'unico ad aver visto nel 1947 i frammenti, il figlio del maggiore Marcel, oggi non si sente di escludere che possa trattarsi di materiale genuino. Lo è davvero? E difficile rispondere, a tutt'oggi.
Cosa concludere? Pur avendo vissuto da protagonista la suddetta polemica, ritengo che non sia questa la sede per stabilire se il filmato d'epoca - coerente in tutto o quasi con la situazione ed il contesto degli anni in cui sarebbe stato realizzato - in possesso di Ray Santilli sia autentico o meno, al pari di quello della «seconda autopsia». detenuto dal socio tedesco di Santilli Volker Spielberg (e che non ha alcun rapporto con l'omonimo regista di Hollywood).
Sulla questione le indagini sono e restano più che mai aperte, e va al CUN (Centro Ufologico Nazionale) il grande merito di averle portate avanti per quanto riguarda l'Italia, obiettivamente e senza pregiudizi. Altri e nuovi elementi, infatti, dovranno essere affrontati serenamente ma concretamente, al di fuori della bagarre creata da un lato da chi ha mercificato questi documenti storici, e dall'altro da chi ha solo e comunque l'interesse a ritenerli (e a farli ritenere) falsi. E dalle inesattezze e contraddizioni di entrambi.
Quello che conta è che, oggi più che mai, il caso Roswell infiamma la polemica. Al di là del «Roswell Footage», infatti, un'inchiesta parlamentare voluta in USA ha comunque dato i suoi frutti. Vale la pena di parlarne brevemente, affinchè l'oggetto di questo preciso e circostanziato rapporto di Gildas Bourdais sia vista nella giusta ottica una volta di più. Quella del tentativo di occultare la realtà dei fatti in nome del Segreto Militare, ieri come oggi: su quello che è forse l'evento più importante della nostra epoca.

Schema, in tre segmenti, del gruppo di palloni del progetto Mogul. I protagonisti della prima fase dell'Ufo crash l'avrebbero scambiato per un disco. I tre bersagli radar (quelli a forma di aquilone erano costituiti di carta rivestita da una lamina di alluminio riflettente il tutto sostenuto da asticelle di balsa. (Disegno tratto da "Il caso Roswell" di G. Bourdais, Mediterranee 1997)
Certo che è difficile credere che gente come il maggiore Marcel, pilota di bombardiere ed esperto di aerei, si sia fatta ingannare confondendo queste strutture per un Ufo. Altro che barzellette dei carabinieri!
Oggi, com'è noto, l'USAF (l'aeronautica militare USA) sostiene ufficialmente che a Roswell sarebbe caduto un banale pallone riferito alle attività di un Progetto Mogul collegato ad operazioni di spionaggio nei confronti dell'URSS. Tutto ciò non solo contrasta con la dichiarazione - diramata dal comandante Blanchard tramite l'addetto stampa della base, l'allora tenente Walter Haut -rilasciata ufficialmente ai media e confermante inequivocabilmente il recupero di un disco volante (il tutto fu poi smentito dal generale Roger Ramey che accreditò la versione del pallone); ma anche con decine e anzi ormai centinaia di testimoni, diretti e no. Dal maggiore Jesse Marcel con sua moglie e suo figlio all'allevatore Mac Brazel: dal pilota R. Shirkey all'addetto alla sicurezza F. Kaufmann; dall'operatore cimiteriale G. Dennis a ex-ufficiali superiori come il colonnello T.J. DuBose; e dalla vedova del pilota O. Henderson, Sappho, alla moglie dello sceriffo G. Wilcox, Inez. E la lista potrebbe continuare.
Oggi è in realtà chiaro che (proprio come ha fin dall'inizio suggerito il prof. Stanton Friedman, uno dei maggiori inquirenti sull'episodio) a Roswell sono davvero caduti uno o più oggetti volanti non convenzionali, e il loro recupero (con successivo trasferimento alla base USAF -Wright Patterson) resta ammantato dal più fìtto top secret e da una operazione di cover up tuttora in corso.
E’ quanto, appunto, ha confermato infine l'inchiesta del GAO (Generli Accounting Office} innescata dal parlamentare USA on. S. Shiff, che ha altresì potuto verificare l'avvenuta distruzione «per errore» di importanti documenti militari d'epoca sul caso: una «damnatio memoriae» che forse si spiega solo col più geloso e calcolato segreto di Stato, giustificato dalla paura di non essere in grado di controllare le reazioni della gente di fronte alla più traumatica rivelazione della storia: il fatto che non siamo soli nell'universo, e che (rispetto ad altri che magari ci visitano da tempo) siamo con ogni probabilità una civiltà di serie B. Una verità ben dura da accettare per la Potenza egemone di questo pianeta, gli USA.
fonte: Appendice de "Il caso Roswell" di Gildas Bourdais (Ed Mediterranee 1997) | |
| inviato da il 24/6/2004 alle 23:11 | |
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20 giugno 2004
Gli Elfi

Gli Elfi
(Il testo è stato scritto per la maggior parte al tempo dell'avventura L'Altra Faccia della Medaglia, a cui la situazione politica fa riferimento)
li elfi sono i protagonisti dell'avventura L'Altra faccia della Medaglia: un tempo orgogliosi dominatori delle arti magiche, ora ridotti a servi di umani barbari ed ignoranti.
Gli elfi di questo mondo (anzi, per la precisione dovremmo dire di questa faccia del mondo…) sono diversi per molti aspetti da quelli standard di AD&D:
- Non invecchiano assolutamente, cioè sono praticamente immortali; solo un decesso violento od una malattia li tolgono dal mondo. Tuttavia, dopo 500 o 600 anni cominciano a diventare apatici e a desiderare nuove e più forti esperienze… si ritrovano quindi a tentare imprese via via sempre più rischiose, fino ad un vero e proprio suicidio per sperimentare la morte, ultimo traguardo per esseri che hanno provato tutto.
- Sono alti quanto gli umani, pur mantenendo una corporatura più esile.
- Possono avere la barba.
- Non possiedono infravisione.
- Dato che nel mondo non esiste più la magia, non possono lanciare incantesimi… non più. Tuttavia, prima che gli umani distruggessero il Cuore spazzando via la magia dal mondo, essi erano i più grandi maestri dell'arte magica.
- Non si nascondono dietro false morali come gli umani: ciò che è giusto o sbagliato per loro dipende dal contesto, non da una presunta legge assoluta (per questo sono considerati malvagi dagli umani, ma non lo sono).
- Non sono affatto amanti della natura e non costruiscono case sugli alberi (diversamente dagli elfi verdi, abitanti della faccia inferiore).
- La loro cultura è molto diversa da quella umana (direi quasi aliena), e ciò si riflette nell'arte, piena di figure inquietanti, lame e spirali.
- Leggono da destra verso sinistra, contano in senso antiorario e sono mancini.
- Normalmente non venerano alcuna divinità, sebbene sappiano dell'esistenza di potenti entità sovrannaturali come i Demoni e i Draghi nel cielo.
Va sottolineato che questi non sono gli shadow elves descritti nel Gazetteer 13 di Dungeons & Dragons (per quanto possano avere qualche tratto in comune con essi), bensì una razza creata appositamente per questa ambientazione.
I regni elfici della faccia superiore del mondo erano due: Andor (a sud est) e Minthar (a nord ovest). Andor era più ricco e aggressivo, mentre Minthar preferiva spesso rimanere neutrale, non potendo sperperare le sue poche risorse. Tuttavia, le due corone hanno sempre collaborato strettamente, grazie ad un particolare legame razziale condiviso da tutto il popolo elfico. Oggi Andor è sotto il dominio umano, mentre Minthar è rimasto libero… anche se forse non per molto.
Da un popolo immortale ci si aspetterebbe una storia ricca di dettagli ed estremamente antica… invece gli eventi risalenti ad oltre due millenni prima diventano via via più fumosi e vaghi, e non v'è alcuna registrazione storica (orale o scritta) che documenti il periodo precedente a 3000 anni fa. Questo a causa dei cataclismi avvenuti in seguito alla caduta del Secondo Drago, che quasi estinsero il popolo elfico. In effetti, gli elfi di Andor e Minthar sono originari del mondo di sotto (ma nessuno lo ricorda): tutti i membri dei due clan (un tempo chiamati rispettivamente Keles e Mathr) furono esiliati magicamente su questa faccia del disco poiché rifiutavano la pace (considerata il bene supremo dagli Elfi Verdi) combattendo fra di loro e con le altre creature che abitavano la faccia inferiore del mondo. Fu data loro una seconda possibilità di ritrovare la pace in questo nuovo ambiente, grazie al dono di una delle due Rune della Pace, da collocare nel Luogo di Potere (la Colonna bianca) del mondo di sopra. Le cose andarono bene per diversi secoli, durante i quali vennero fondati i regni di Andor e Minthar e gli elfi prosperarono grazie all'antica magia degli alberi e all'influenza della Runa. Ma infine giunse il demone Veg'ha con i suoi viscidi servitori (fra i quali Yin'Fheyad) dall'oscuro Nulla oltre le stelle; combatté duramente con il Primo Drago per due anni, al termine dei quali il Drago cadde morto nel mare (invertendo con l'impatto il senso di rotazione del mondo) e Veg'ha perse quasi tutto il suo immenso potere, rimanendo legato per sempre alla faccia superiore del mondo. Dei demoni servitori, solo Yin'Fheyad sopravvisse al combattimento, anch'esso indebolito come il suo Signore. Era un brutto periodo per gli elfi: le tempeste magiche causate dal duello cosmico avevano decimato la popolazione e le nuove correnti resero le terre di Andor e Minthar fredde e umide. Per questo non si tennero registrazioni storiche: il popolo era troppo impegnato a sopravvivere per pensare al futuro ed ai posteri. Ma la Runa della Pace estendeva ancora la sua aura benefica, e non vi fu guerra fra gli elfi e gli umani giunti secoli prima dall'oriente per proclamare i loro diritti sulle terre ora fertili che sarebbero poi divenute il Regno di Aimsir. Gli elfi, lentamente, si ripresero dalla crisi. Veg'ha, però, aveva altri progetti: desiderava la guerra e la morte su vasta scala, poiché ciò gli dava potere. Ma, privato com'era delle sue immani capacità, agì con l'astuzia e l'inganno: tessé le sue tele ed i suoi schemi per decenni, ed infine ottenne la distruzione della Runa della Pace, grazie all'inconsapevole complicità di alcuni elfi (il demone stesso non poteva avvicinarsi alla Runa). Iniziò allora l'infinita guerra fra elfi e umani che imperversò nel mondo superiore per millenni, fino ad oggi. Gli elfi scoprirono che la caduta del Drago aveva generato un nuovo potere, un nuovo tipo di magia, molto aggressiva (diversamente da quella degli Alberi, basata sulla pace). In breve tempo, il popolo dalle orecchie appuntite divenne maestro in questa nuova arte, mentre la magia degli alberi avvizziva di anno in anno a causa del parallelo scomparire della pace; dopo pochi decenni nessuno fu più in grado di usare gli incantesimi del mondo inferiore. Anche il colore della pelle degli elfi cambiò: da verde che era grazie alla simbiosi con gli alberi, divenne il rosa pallido di oggi, simile a quello degli umani. Grazie ad alcuni indizi sparsi appositamente da Veg'ha, alcuni re elfici scoprirono un modo per rendere ancora più potente la nuova magia: il sangue ottenuto dal Cuore del Secondo Drago, che ancora pulsava al centro delle Nebbie Eterne. Questi re erano Tharkanwë e Duilwen, e la loro sconfitta segnò forse l'inizio della decadenza elfica. In seguito Calenardhon, il successore di Tharkanwë, scoprì gli stessi indizi lasciati da Veg'ha e tentò un'impresa ancora più ardita… divenire un dio grazie al potere del Sangue del Drago concentrato dalla Colonna. Questi avvenimenti sono narrati nell'avventura Il Cuore e l'Acciaio.
Mappa dei regni di Andor (a destra) e Minthar (a sinistra); solo le città più grandi o importanti sono rappresentate.
Il grumo di isole, penisole e fiordi che costituisce i regni di Andor e Minthar non gode di un buon clima; l'ambiente è freddo e poco adatto all'agricoltura. Prima dell'invasione umana, gli elfi prosperavano soprattutto grazie al commercio con imperi lontani, reso possibile grazie alla loro magia, e basandosi sugli schiavi (appartenenti a svariate razze). Come è già stato detto, millenni fa la situazione era differente: quando il mondo girava dalla parte opposta il clima era più mite, e la terra dava buoni frutti. Come nel regno di Aimsir, anche qui le comunicazioni avvengono soprattutto via mare, tuttavia l'entroterra è ben esplorato e ormai privo di pericoli; ogni potenziale terreno agricolo viene sfruttato. Le zone più interne, ricche di foreste, erano importantissime per la produzione della droga necessaria all'uso della magia, ma ora sono abbandonate.
Gli elfi normalmente non venerano alcun dio; grazie alla magia, infatti, essi erano in grado di percepire aspetti della realtà del tutto sconosciuti agli umani. Oggi, però, la difficile situazione del popolo elfico ha causato un ritorno ad antiche sette nate all'inizio dell'Era del Freddo, come il Culto dell'Oscuro Messia Vyrak.
I due re di Andor e Minthar avevano il potere assoluto sui loro regni; tuttavia, grazie ad una sorta di empatia razziale, prendevano sempre le decisioni condivise dalla maggior parte del popolo. Ora Andor è sottomessa agli umani, risultando nominalmente un protettorato di Aimsir. Ogni città è governata da un console umano, ma molto potere è posto anche nelle mani dell'abate che rappresenta la Chiesa. Gli elfi non hanno più voce in capitolo per quanto riguarda l'amministrazione di Andor.
Un tempo gli elfi erano i maestri di quest'arte; con la distruzione del Cuore anche la magia è svanita per sempre e gli elfi, che basavano il loro potere su di essa, si sono ritrovati estremamente deboli. Esiste tuttavia una diversa forma di magia, non aggressiva, che millenni fa gli elfi conoscevano ma che è andata perduta e dimenticata…
Il sistema monetario elfico è estremamente complesso: le monete sono di foggia strana ed esotica, con ricorrenti motivi di spirali o lame, e si differenziano per materiale, forma, disegno, colore e grandezza; ne esistono più di centocinquanta! Alcune assumono addirittura valori diversi valori a seconda di come sono associate alle altre… il commercio è considerato una vera e propria forma d'arte. Oggi, tuttavia, l'occupazione umana rende sempre più comuni anche fra gli elfi le monete di Aimsir: corone, ducati e scudi. Le monete elfiche che ancora resistono in circolazione sono i talimar d'argento del valore di circa 3/4 di ducato e i ryelb di mithril che valgono 133 talimar o 10 corone. Va ricordato ancora che il valore delle monete umane è dieci volte maggiore di quello standard usato nell'AD&D: per ulteriori dettagli vedere il paragrafo relativo alle monete umane.
Città del regno di Andor
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Andor: l'antica e maestosa Città delle Spade, capitale del Regno di Andor, non esiste più. Gli invasori umani bruciarono ogni cosa e sparsero sale sulle ceneri, affinché gli abitanti ricordassero di non sfidare mai più il potere della Chiesa. Ormai solo mostri abitano fra le sue rovine spazzate dal vento... |
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Sendar: questa antica città, situata all'estrema punta di una striscia di roccia sull'isola di Senja (o "Isola della Mano"), è sede di un'antica scuola architettonica basata su angoli aguzzi e taglienti. La tradizione della lama come elemento ornamentale è qui estremamente radicata, forse anche più di com'era ad Andor nei tempi di gloria. |
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Osven: seconda grande città dell'isola di Senja, Osven ospita la grande Accademia delle Arti, dove si insegnano pittura, scultura, poesia e danza. Ai tempi della magia, anche gli incantesimi erano materia di studio, almeno per quanto riguardava l'aspetto estetico ed artistico degli effetti magici. Sotto la dominazione umana l'Accademia è in rapido declino. |
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Virihaurë: questa città continentale di media grandezza non ha nulla di famoso da offrire, eccetto forse un buon liquore ambrato chiamato Ondolindë, dalla consistenza quasi cremosa e il sapore sfuggente. Viene ricavato da un lichene che vive in simbiosi con il fungo K'taë, ma non ne condivide gli effetti allucinogeni. |
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Leira: detta anche "la città delle belle donne", Leira è famosa per i suoi splendidi giardini pensili ed i larghi viali lastricati di granito verdastro. Qui si producono anche i famosi vasi della fortuna che si dice realizzino un desiderio se riempiti con la giusta combinazione di fiori. |
| Enden: arroccata sopra una sporgenza rocciosa a ridosso del fiordo di En, questa città sorprende il visitatore con le sue massicce mura e l'aspetto austero. Qui, con il legno della foresta di Denet'lah, vengono prodotte le migliori arpe dell'intero regno di Andor. |
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Isanë: posta su una dolce pendenza alla fine della baia di Taolië, questa città doveva la sua importanza al trasporto di ingenti quantità del fungo K'taë (usato per la magia); dopo il termine della guerra questo commercio è quasi sparito, ed insieme ad esso le fortune di Isanë. Isanë fu anche la terra d'origine di Noën l'Illuminato, il più potente mago dell'antichità che si sacrificò per salvare migliaia di elfi da un terremoto. |
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Myrdal: unico insediamento di una certa rilevanza situata lungo il fiordo di Myrr, questa città prospera principalmente sul commercio marittimo. Tipici beni di scambio sono metalli provenienti dalle miniere sui Monti del Crepuscolo e pellami. |
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Hinden: una tipica cittadina andoriana ordinata e piuttosto anonima, se non fosse per le voci che circolano riguardo a riti oscuri devoti alle entità del caos. L'inquisizione della Chiesa umana ha già condannato al rogo decine di elfi sospettati di far parte di queste sette, tuttavia il problema non accenna a ridursi. |
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Karagh: Situata su un promontorio dell'isola di Köya, questa città è un'importante base per il commercio nel Golfo di Qath, le cui acque rimangono relativamente calme anche durante la pessima stagione invernale. |
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Andermoth: in questa città, nota per le sue famose torri a spirale, si svolge ogni cerchio (pari a circa 4 anni umani) l'importante torneo di And'ethaerlë, combattuto fra esperti duellanti usando come arma i fiori di una pianta unica al mondo, la misteriosa Kemis tagliente come un rasoio. Spesso in palio vengono posti antichi oggetti d'arte, insieme ad un cospicuo premio in denaro. |
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Hinnfylke: situata in prossimità del confine col regno gemello di Minthar, Hinnfylke è diventata una sorta di via d'uscita per i profughi disperati provenienti da Andor, e come tale posta ora sotto stretto controllo da parte delle autorità umane. |
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Tylldall: questa antica città prima della fine del conflitto con gli umani era un'importante base navale per la flotta da guerra di Andor. Oggi non si producono più navi da guerra per ordine del governo d'occupazione, ma questi cantieri rimangono comunque i più grandi e rinomati di entrambi i regni elfici. Da ricordare anche il famoso vino di Tylldall, rosso come il rubino e dal sapore forte. |
Città del regno di Minthar
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Minthar: la tranquilla Città delle Campane di Cristallo non è stata ancora toccata dalla "sacra" guerra di conquista umana, ma tutti si stanno preparando a fronteggiare un'ormai inevitabile invasione. Re Deldar, rimasto prudentemente neutrale durante il precedente conflitto, non è però un uomo dalle grandi capacità strategiche, nonostante sia più coraggioso del precedente monarca Duilwen. |
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Austarvik: questa città portuale vanta i più importanti cantieri del regno di Minthar; non sono famosi come quelli di Tylldall, ma rimangono gli unici in grado di costruire grandi vascelli da battaglia, in quanto non sottoposti alla dominazione umana. |
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Istindan: l'anfiteatro di Istindan è il più famoso del mondo elfico, e ciò ha reso la città un perfetto luogo di ritrovo per attori, drammaturghi e scenografi. Mettere in scena una rappresentazione a Istindan è garanzia di sicuro successo. |
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Dourë: si tratta di un porto noto principalmente per i suoi pescatori, molto abili nel cacciare nei fondali bassi il Kwaël, uno strano crostaceo privo di arti dalla carne morbida e saporita. Grandi quantità di questo cibo vengono vendute anche a notevoli distanze. |
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Kelpë: piccola città ai confini estremi del territorio elfico, è nota solamente per una rocca ormai in rovina in cui sono conservati i resti del precedente re Duilwen. |
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Gyan'Maë: questa piccola ma vivace cittadina è nota per le sue tintorie in grado di dare ai tessuti i colori più stupefacenti, spesso ineguagliati dai tintori umani. Curiosa anche l'antica usanza dei personaggi di un certo rilievo di portare un pizzetto sotto il mento (moda adottata anche dal defunto generale andoriano Ghauss). |
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Kabros: sede della Tesoreria di Minthar, questa città è un fiorente mercato per i cercatori d'oro e di gemme preziose. Secondo una vecchia filastrocca, i massi che compongono le mura sono esattamente 578400, né più né meno. |
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Orylandë: viene anche chiamata "la Città Verde" a causa dei suoi grandi parchi e viali alberati; è nota principalmente per l'Istituto d'Arte e Scienza Visionaria, i cui membri sono sempre impegnati nella creazione di teorie astratte e quasi sempre inutili. |
| inviato da il 20/6/2004 alle 16:45 | |
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19 giugno 2004
Haiku
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Angelo vai oltre le nuvole così ti vedo
Tiziana

Ali spezzate non temere io son quà noi voleremo
Tiziana

Angeli siamo libertà dai vincoli spicchiamo il volo
Paolo De Lelli

dai cieli grigi angeli che cadono in pozzanghere
Nicola

Coda su coda angeli rinascono per me te tutti.
Franca Aletti

Pure gli angeli hanno un'ombra che li fa soffrire.
Francesco Maiocchi

Sul Grande Lago stupore : foglie morte e orme angeliche .
Carlo Bramanti

Mi metti le ali angelo di pace. Tu bisogno quieto
Kuma
trasfigurata il viso di un angelo radiosità
Laura D'Aurizio

puntate bene mirando alto là dove angelo vola
Giuseppe Ferri

Tocco la Luna con me "Ali d'angelo " Mare t'ascolto.
Carlo Barmanti

L'Angelo Nostro adesso deve andare: seguirò piume.
Carlo Bramanti

Viali alberati : lì ci vidi un angelo ma non si voltò.
Carlo Barmanti

Ali di angelo serenamente accese oltre pensiero.
Carlo Barmanti
Non temerò alcun male
con te
Angelo mio
Sofia
Le ali degli Angeli
spazzano via
i cattivi pensieri
Sofia
Io
il tuo angelo
in silenzio
ti amo
Sofia

sia all'alba che al tramonto
il tuo angelo
ama, soffre,pensa
con te
Sofia
Il mio angelo
nel silenzio della notte
mi ha chiamato
Sofia

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| inviato da il 19/6/2004 alle 22:1 | |
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18 giugno 2004
Il fantastico mondo delle Fate
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Cerca la tua Fata madrina
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Quando il primo bambino rise per la prima volta, la sua risata si infranse in mille e mille piccoli pezzi, che si dispersero scintillando per tutto il mondo: così nacquero le fate. ( da "Peter Pan" di James M. Barrie )
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Perciò quando nasce un essere umano, una fata lo va a trovare portandogli un dono. E da quel momento sarà la sua fata madrina.
In base alla tua data di nascita, c'è una fata appartenente ad uno dei quattro elementi Fuoco Terra Aria Acqua che ti protegge.
Vieni a scoprire qual'è. |
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Segni di fuoco |
Ariete |
| Leone |
| Sagittario |
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Segni di Terra |
Toro |
| Vergine |
| Capricorno |
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Segni di Aria |
Gemelli |
| Bilancia |
| Acquario |
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Segni di Acqua |
Cancro |
| Scorpione |
| Pesci |
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18 giugno 2004
immagini del Signore degli anelli
Immagini
Questa sezione raccoglie molti disegni di J.R.R. Tolkien, risalenti ad epoche diverse. Ho cercato di inserire solo i disegni originali, sia per quanto riguarda il loro autore sia per quanto riguarda i colori: si trovano infatti molto spesso immagini originali colorate successivamente, ed è difficile distinguere da quelle colorate dallo stesso Tolkien o da qualcun altro. Ho incluso per ogni immagine una breve descrizione e le dimensioni dell'immagine a grandezza naturale, sia in pixel che in Kb. Le dimensioni delle immagini non superano mai i 360 KB, e ciò comporta un tempo di caricamento quasi sicuramente mai superiore al minuto e mezzo. Per vedere l'immagine intera cliccate sull'anteprima. Se volete che altri disegni di Tolkien siano aggiunti, segnalatemeli cliccando qui.
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La dimora di Bilbo Baggins
In questa immagini vediamo raffigurato in primo piano Bilbo Baggins nella sua casa in Via Saccoforino, a Hobbiton. Bilbo è intento a fumare la sua razione quotidiana di Erba-pipa.
Misure: 1335 x 1113 Dimensioni: 335 KB
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La Collina di Hobbiton
In primo piano si può vedere il mulino di Hobbiton, sovrastato dalla collina che domina la zona circostante e nella quale si possono notare molte dimore Hobbit.
Misure: 929 x 1225 Dimensioni: 272 KB
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Barad-dûr
In questo disegno è raffigurata la torre di Sauron in primo piano; sullo sfondo si può notare invece il monte Orodruin, dal quale fluisce un fiume di lava, mentre il cielo è coperto dal suo fumo.
Misure: 969 x 1223 Dimensioni: 220 KB
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Esgaroth
La città di Esgaroth sul Lago Lungo è situata, fino alla fine della Terza Età, a est della Terra di Mezzo. La città viene però poi distrutta dal Drago Smaug, che vi precipita sopra dopo essere stato colpito nel ventre da una freccia di un arciere, Bard.
Misure: 1371 x 885 Dimensioni: 212 KB
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La Foresta di Fangorn
In questo disegno viene raffigurato uno scorcio della Foresta di Fangorn, detta anche Entabosco; guardando attentamente si notano anche due figure di piccole dimensioni, che sicuramente sono Merry e Pipino prima di imbattersi negli Ent.
Misure: 1371 x 891 Dimensioni: 284 KB |
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Glaurung alla ricerca di Túrin
Queso disegno raffigura il Drago Glaurung che esce da una grotta, con tutta probabilità quella di Nargothrond, dopo che questa fu saccheggiata nella Prima Età. Nella didascalia si può notare il nome originale del Drago, Glórund, prima che Tolkien glielo mutasse in Glaurung. Da notare anche gli alberi fra i quali passa Glaurung, che sembrano prendere fuoco al suo approssimarsi.
Misure: 1327 x 967 Dimensioni: 318 KB
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Il bosco di Lothlórien
In questo disegno si può vedere il bosco regnato da Galadriel e Celeborn, durante la stagione autunnale; gli alberi sono carichi di foglie e frutti dorati.
Misure: 861 x 1143 Dimensioni: 174 KB |
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Le aule di Manwë
Le aule di Manwë, il maggiore di tutti i Valar, sono poste sul monte Taniquetil in Aman; questo è il monte più alto di tutta Arda, e questo disegno sembra dimostrare ciò: mentre sulla terra è giorno, in cima alla montagna calano le tenebre.In basso si può notare una barca a forma di cigno, con tutta probabilità degli Elfi di Alqualondë.
Misure: 883 x 1153 Dimensioni: 138 KB
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L'Altopasso
L'Altopasso è una minuscola via che attraversa i Monti Brumosi a nord, all'altezza di Rivendell. Il disegno in questione presenta uno stile piuttosto singolare, composto da tante righe, molto raro nei disegni di Tolkien.
Misure: 664 x 998 Dimensioni: 202 KB |
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Orthanc
La torre di Orthanc era originariamente una costruzione Númenórean ai confini del Calenardhon, la regione nordoccidentale di Gondor. Successivamente, sotto i Sovrintendenti, Orthanc rimase disabitata e le sue chiavi vennero affidate a Saruman perché questi custodisse la torre.
Misure: 911 x 1139 Dimensioni: 127 KB
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Il palazzo di Thranduil
Thranduil è il Re degli Elfi della parte settentrionale di Bosco Atro, e la sua dimora è ai bordi orientali di quest'ultimo. Il fiume che si vede è il Fiume Foresta.
Misure: 1371 x 887 Dimensioni: 260 KB |
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Rivendell
Rivendell è il nome che gli Uomini hanno dato nel corso degli anni a Imldaris, una valle nell' Eriador dove Elrond stabilì in Tempi Antichi la sua dimora. Il fiume che si vede nell'immagine è il Bruinen (Rombirivo).
Misure: 1059 x 1037 Dimensioni: 251 KB
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Smaug parla con Bilbo
In questo disegno si vede Smaug, il grande Drago che nella Terza Età attacca il Reame dei Nani di Erebor, spodestandoli; Smaug poi si insedia nelle grandi aule della Montagna Solitaria e passa le sue giornate dormendo sui tesori appartenuti ai Nani. A destra si vede Bilbo, avvolto da una nuvola: egli infatti ha l'Anello infilato al dito, ma Smaug si accorge di lui grazie al suo olfatto.
Misure: 1014 x 1312 Dimensioni: 309 KB
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Bilbo arriva al villaggio degli Elfi Barcaioli
Durante il viaggio verso Erebor narrato in Lo Hobbit, la compagnia di Bilbo, dopo essere scappata dal palazzo di Thranduil, si trova a navigare sul fiume Foresta chiusa in alcune botti.
Misure: 951 x 1065 Dimensioni: 215 KB
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La morte di Smaug
Questo disegno pare essere appena abbozzato a matita da Tolkien, con pochi ma fondamentali colori. Viene qui ritratto il Drago Smaug sopra la città di Esgaroth sul Lago Lungo: dopo che Smaug l'aveva incendiata, egli viene ucciso da una freccia scoccata da Bard, un valoroso arciere.
Misure: 1100 x 1075 Dimensioni: 257 KB
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I Cancelli di Moria
In questo disegno sono raffigurate le scale che portano all' entrata (probabilmente orientale, visto che l'entrata occidentale era celata da un portone ben nascosto) di Khazad-dûm. Le scale erano state costruite dai Nani in modo che si potesse salirle solamente in fila indiana: in questa maniera l'entrata era più facile da difendere.
Misure: 1098 x 326 Dimensioni: 106 KB
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Erebor, la Montagna Solitaria
Erebor è una montagna situata a nord-est di Bosco Atro, dove, prima dell'avvento di Smaug, fiorì il Regno dei Nani sotto la Montagna. Nelle vicinanze di Erebor vi era anche la città di Dale, anch'essa distrutta da Smaug ma ricostruita dopo la sua morte.
Misure: 642 x 310 Dimensioni: 15 KB
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Gondolin e la valle di Tumladen
Onestamente non sono sicuro se questo disegno fosse stato originariamente in bianco e nero e successivamente colorato; tuttavia ho voluto includerlo tra tutti gli altri perché è uno dei pochi in cui è raffigurata Gondolin. Quello che è sicuro è che il disegno è opera di Tolkien.
Misure: 988 x 740 Dimensioni: 139 KB
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Iscrizione dell'Unico Anello
Questa è l' iscrizione presente sull'Unico Anello che riporta le parole, scritte nella lingua di Mordor: "Ash nazg durbatulûk, ash nazg gimbatul, ash nazg thrakatulûk, agh burzum-ishi krimpatul" e cioé: "Un Anello per domarli, un Anello per trovarli, un Anello per ghermirli e nel buio incatenarli"
Misure: 944 x 314 Dimensioni: 19 KB
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Nargothrond
Nargothrond era una fortezza sotterranea sul fiume Narog, che nella Prima Età fu fondata da Finrod Felagund e successivamente distrutta da Glaurung.
Misure: 881 x 920 Dimensioni: 187 KB
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Il palazzo di Thranduil - 2
Un'altra immagine del palazzo di Thranduil, Re degli Elfi Silvani
Misure: 1076 x 815 Dimensioni: 210 KB
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Il cancello di Moria
Come si legge nella didascalia sotto l'immagine, le lettere riportate sul cancello dell'entrata occidenatle di Moria sono caratteri Fëanorniani, e cioé appartenenti ai Noldor.
Misure: 962 x 1544 Dimensioni: 134 KB
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La stanza di Bëorn
Bëorn è un personaggio che solo chi ha letto Lo Hobbit può conoscere. Egli è un uomo che si può trasformare in orso e che ospita in casa sua la compagnia di Bilbo durante il loro viaggio per Erebor. I Bëorniani, cioé la gente di Bëorn, vivono nelle valli dell'Anduin e vengono citati anche nel Signore degli Anelli da Gimli:"Non fosse per i Bëorniani, il passaggio dalla valle a Rivendell molto tempo fa sarebbe divenuto impossibile. Quelli sono uomini valorosi e mantengono transitabile l'Altopasso e il Guado di Carrock."
Misure: 751 x 1045 Dimensioni: 256 KB
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La tomba di Balin
Balin è uno dei Nani che prendono parte alla spedizione, narrata in LonHobbit, per la riconquista di Erebor. Egli diviene Signore della Montagna Solitaria per breve tempo, e alla sua morte vi viene seppellito. Nel disegno soprastante vi sono le parole che furono incise sulla sua lapide.
Misure: 931 x 6895 Dimensioni: 52 KB
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Gli Uomini Neri
Gli Uomini Neri sono uomini malvagi, così abituati alla notte da pietrificarsi alla vista della luce. Essi compaiono in Lo Hobbit e nel disegno soprastante, dove li vediamo, in secondo piano, trasformati in pietra. In primo piano, in basso, si vede un cappello, che con tutta probabilità è quello di Gandalf.
Misure: 947 x 1193 Dimensioni: 358 KB
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Il Re delle Aquile
Il titolo originale di quest'opera è: "Bilbo si sveglia accanto all'aquila" . Bilbo e i suoi compagni, durante la loro marcia verso Erebor, si trovarono attaccati da Lupi e Orchetti; sembravano spacciati, quando delle Aquile, comandate dal loro Re, Gwaihir, li salvarono portandoli nei loro nidi in cima alle Montagne Brumose.
Misure: 919 x 1155 Dimensioni: 159 KB
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Lo stemma della casa di Bëor
Bëor è stato il capostipite della prima Casata degli Edain, cioè gli Amici degli Elfi. Questa affinità tra Uomini e Primogeniti è forse simboleggiata dal fiore bianco al centro dello stemma
Misure originali Dimensioni: 15KB
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Lo stemma di Beren
Questo stemma è ricco di particolari che la dicono lunga sulla travagliata vita di Beren. Al centro si nota innanzitutto un Silmaril, per la riconquista del quale Beren si recò insieme a Lúthien ad Angband: si notano infatti, sullo sfondo, quelli che presumibilmente sono i picchi di Thangorodrim. Sotto, infine, è raffigurata la mano di Beren, staccatagli da Carcharoth durante la sua fuga da Angband.
Misure originali Dimensioni: 15 KB
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Lo stemma della Casa di Haleth
La gente dela dama Haleth, chiamati Haladin, viveva prevalentemente nei boschi; per questo motivo il motivo predominant nel loro stemma è un albero con dei fiori accanto.
Misure originali Dimensioni: 15 KB
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Lo stemma di Eärendil
Questo stemma raffigura evidentemente il Silmaril portato da Eärendil ad Aman sulla sua nave Vingilot.
Misure originali Dimensioni: 10 KB |
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Lo stemma di Elwë
In questo stemma è raffiugurata una luna alata affiancata da alcune stelle.
Misure originali Dimensioni: 9 KB |
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Lo stemma di Fëanor
In questo stemma, notevolmente simile a quello del padre Finwë e del fratellastro Fingolfin, sono raffigurate delle fiamme, che probabilmente riveocano il significato del nome Fëanor, "Spirito del Fuoco"
Misure originali Dimensioni: 13 KB
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Lo stemma di Finrod Felagund
In un episodio narrato ne Il Silmarillion si narra come Finrod usa un'arpa per rincuorare degli Uomini e per incitarli a compiere un' impresa molto difficile. Tale arpa è riportata nel suo stemma, affiancata da una fiaccola dal significato incerto.
Misure originali Dimensioni: 14 KB
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Lo stemma di Fingolfin
Come nello stemma del fratellastro Fëanor e del padre Finwë, nello stemma di Fingolfin si notano delle fiamme dipartirsi dal centro.
Misure originali Dimensioni: 15 KB |
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Lo stemma di Finwë
Anche nello stemma di Finwë si notano le caratteristiche fiamme che occupano tutto il disegno e che possono anche essere interpretate come un sole.
Misure originali Dimensioni: 15 KB
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Lo stemma di Gil-galad
Gil-galad, il capo supremo degli Elfi del Beleriand, aveva nel suo stemma numerose stelle, che rimandano al suo nome, il quale significa appunto "Stella di Radianza"..
Misure originali Dimensioni: 15 KB |
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Lo stemma di Hador
Hador il "Testadoro" era il Signore del Dor-lómin. Di difficile interpretazione il suo stemma.
Misure originali Dimensioni: 13 KB
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Lo stemma di Idril Celebrindal
Idril era la figlia di Turgon e la moglie di Tuor, dal quale ebbe come figlio Eärendil. Il suo stemma raffigurava un fiordaliso azzurro cielo (Menelluin).
Misure originali Dimensioni: 19 KB
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Lo stemma di Lúthien
La leggenda narra che quando Lúthien, figlia di Thingol e Melian nacque, nel Doriath sbocciarono due fiori bianchi..
Misure originali Dimensioni: 15 KB
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Lo stemma di Melian
Melian era una Maia che venne presa in sposa da Thingol del Doriath. Dalla loro unione nacque Lúthien.
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I Silmarils
I Silmarils vennero creati da Fëanor in Aman, e imprigionavano al loro interno la luce dei Due Alberi di Valinor, Telperion e Laurelin. Sullo sfondo di questo stemma è visibile proprio uno di quei due alberi.
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| inviato da il 18/6/2004 alle 17:48 | |
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